Inquinamento Elettromagnetico
Gli
esseri viventi sono da sempre immersi in campi elettromagnetici di origine
naturale come il magnetismo terrestre, la radiazione solare, le scariche
elettriche, i fulmini che si generano durante i temporali e che si accompagnano
all’emissione di campi elettromagnetici.
Tale tipo di elettromagnetismo di fondo non nuoce all’uomo che
nel tempo si è adattato ad esso.
Tuttavia in virtù del progresso tecnologico, ai campi elettromagnetici naturali
si sono aggiunti quelli provenienti da altre fonti artificiali.

Le
linee e gli impianti per il trasporto e la distribuzione dell’energia
elettrica che diffusi su tutto il territorio, contribuiscono ad elevare il
livello di campo elettrico e magnetico ambientale nella regione delle basse
frequenze (ELF: Extremely Low
Frequency) e gli impianti per le telecomunicazioni (antenne radiotelevisive,
antenne per la telefonia cellulare, ecc.) che contribuiscono ad innalzare il
fondo elettromagnetico naturale nel campo delle alte frequenze, in particolare
nelle radiofrequenze e microonde ( RF,
MO ).
L’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito
l’inquinamento elettromagnetico come una delle quattro principali
problematiche per l’uomo del duemila,
l’attenzione rivolta a tale tema è dovuta sia all’enorme
e crescente diffusione di impianti di
telecomunicazioni e radiotelevisivi, sia al crescente uso degli
elettrodomestici, ma soprattutto ai possibili effetti, acuti e a lungo termine,
che l’esposizione a questo tipo di radiazioni può causare.
Gli effetti acuti sono dovuti a campi di elevata intensità e sono rilevabili a
breve distanza temporale dalle esposizioni; si è rilevato che essi producono un
innalzamento della temperatura corporea con danni all’apparato visivo e
rischio di sterilità maschile. Gli effetti cronici sono conseguenza di
prolungate esposizioni ai campi elettromagnetici,
nel caso degli elettrodotti è stato dimostrato un maggior rischio di
tumori, in particolare di leucemie nei bambini.


@Guido
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